Domande di oggi

30/03/2016

Chi è un leader?


Dalla cancelliera Angela Merkel al sindaco di Riace, Domenico Lucano: nella classifica dei 50 migliori leader del mondo secondo Fortune si trovano nomi molto noti al fianco a storie interessanti di uomini e donne sconosciuti ai più.

«Fortune, ecco i 50 leader più importanti del mondo», La Repubblica, 30 marzo 2016

 

 

La risposta in un pixel

 

«Non è sufficiente, perché si abbia un ruolo, che ci siano attese, o aspettative, di determinati comportamenti. Per esempio, ricerche psico-sociologiche hanno mostrato che normalmente nei piccoli gruppi si formano due tipi di leader: un leader detto “strumentale”, dal quale i membri del gruppo si attendono la capacità di guida nei dilemmi decisionali (si tratti anche solo di dove andare in gita), e un leader che chiamiamo “espressivo”, dal quale si attendono motti spiritosi, scherzi, la scelta di buoni temi di conversazione o altro ancora. Ebbene, in questo esempio, ci sono certamente attese, ma non doveri, e sarebbe strano o ingiusto se i membri del gruppo sanzionassero negativamente quel leader che decidesse di smettere di esercitare nel gruppo certe sue attitudini.

Ruoli e posizioni (status) sono fatti sociali particolari. Diversamente da altri fatti sociali che semplicemente accadono, per esempio una crisi economica o un vuoto di potere politico o un decremento delle nascite (e accadrebbero anche se nessuno ne parlasse), ruoli e posizioni devono essere espressi, e appresi e accettati da altri. In alcuni casi essi comportano anche segni che li rendano chiaramente riconoscibili (divise, distintivi, tiare, corone ecc.), ma in tutti i casi deve esserci una sorta di investitura ufficiale e un qualche tipo di comune accettazione. John Searle, il filosofo analitico contemporaneo di cui abbiamo già parlato, afferma che sono decisive per il costituirsi di una società quelle pratiche discorsive che egli chiama «attribuzioni di funzioni di status». Si tratta appunto di dichiarazioni attraverso le quali a un determinato status sono assegnate determinate funzioni (potremmo dire, con i termini usati finora, che a un determinato attore sociale vengono assegnati una posizione e i corrispondenti ruoli). Una dichiarazione di questo tipo fa in modo, per esempio, che Obama diventi presidente degli Stati Uniti, il signor Rossi un vigile urbano ecc. Le dichiarazioni di funzioni di status hanno tutte la forma logica X conta per Y in un determinato contesto, la stessa che abbiamo visto per l’assegnazione di significati alle parole del linguaggio.»

 

Per saperne di più: Pixel Sociologia

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