Domande di oggi

22/05/2017

Congedi parentali ai papà: a che punto siamo?


Lo chiamano «father factor». È il contributo allo sviluppo di un bambino dato da quanto tempo trascorre con il padre nei primi mesi e anni di età. Per gli scienziati è sempre più importante. E ora i papà ne hanno anche i mezzi – almeno negli States, che pure sono uno di soli tre Paesi al mondo a non avere una politica nazionale sul congedo (o in Svezia […]).

Per il secondo anno consecutivo, il web magazine Fatherly […] ha stilato la classifica delle 50 società più attente alle necessità dei nuovi padri. In vetta, però, non c’è la Facebook di Mark Zuckerberg […], ma Netflix.

 

Costanza Rizzacasa d’Orsogna, «Quel tempo che il papà trascorre con il bebè «Father factor», le migliori 50 società Usa», Corriere della Sera, 11 maggio 2016.

 

 

La risposta in un Pixel

 

Le politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia sono un primo strumento che la policy dovrebbe utilizzare se l’obiettivo è quello di favorire le scelte riproduttive delle coppie. Questo non vale solo per la donna. Infatti, specie tra le generazioni più recenti – quelle nate dalla metà degli anni Sessanta – il coinvolgimento maschile nella cura dei figli aumenta. Tutti gli aspetti legati alla paternità, incluso il bisogno di condividere con la compagna l’esperienza della gravidanza e del parto, sono ormai entrati nel patrimonio valoriale degli uomini contemporanei, e con essi la richiesta del riconoscimento dei propri diritti di genitorialità compreso quello di accudimento.

Non a caso, in gran parte dei paesi europei la normativa che regola i congedi parentali assegna diritti/doveri a entrambi i genitori. La legge italiana (TU del 2000) appare lungimirante da questo punto di vista; tuttavia nel nostro paese occorre ancora scardinare molti pregiudizi che persistono sia nel mondo imprenditoriale sia tra gli uomini stessi – specie appartenenti agli strati sociali più bassi – circa la riduzione del tempo dedicato al lavoro in favore dei figli e della casa. Anche su questo sarebbero utili interventi di policy che, a cominciare dalla scuola, possano favorire un cambiamento culturale in direzione di una maggiore parità di genere e l’affermazione della genitorialità come valore pubblico collettivo e non confinato al privato femminile.

 

Per saperne di più: Pixel Demografia

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